8 passi per prenderci cura della comunità, insieme
Come è nato?
Nel 2025 insieme alla Cooperativa Manolibera, Lingua Madre Brescia, il Consiglio di Quartiere Don Bosco e grazie al sostegno della Fondazione della Comunità Bresciana e del Comune di Brescia, abbiamo avviato il progetto "Socialità Senza Confini", per favorire l’integrazione delle persone residenti nel Quartiere Don Bosco.
Oltre a laboratori, momenti conviviali di scambio e relazione è stato avviato un percorso di indagine e incontro con i residenti del quartiere per riflettere sul tema dell’ostilità, di come affrontarla e ridurla nei luoghi pubblici.
Perché è nato?
La diffidenza e l’ostilità verso l’altro sono sentimenti e atteggiamenti ormai molto diffusi in diversi contesti della nostra città. Spesso questi sentimenti si basano solo sulla diversità altrui e l’apparenza, senza lasciare tempo e spazio all’osservazione e al dialogo.
Il manifesto è stato uno strumento che ci ha permesso di coinvolgere le persone aitandole a riflettere sul loro agire rispetto alle situazioni di ostilità quotidiane, e offrendo punti di vista diversi rispetto ad alcuni stereotipi comuni.
Il manifesto è una linea guida che riassume alcuni atteggiamenti alternativi - e positivi – da
adottare in alcune situazioni di ostilità quotidiana. Un atteggiamento consapevole e orientato
all’integrazione dell’altro.

Come è stato realizzato?
La Cooperativa Manolibera ha creato un questionario per raccogliere dati qualitativi rispetti la concezione di spazio pubblico, del concetto di ostilità e di come le persone vivono gli spazi. I questionari sono stati somministrati dai volontari di Perlar al Parco Pescheto.
Sono state intercettate persone di diversa età e provenienza che ci hanno permesso di raccogliere punti di vista e opinioni diverse.
Durante la Festa del Riuso, Manolibera ha realizzato un laboratorio per coinvolgere attivamente i partecipanti in una riflessione sul modo in cui viviamo gli spazi condivisi: con una grande ruota colorata i partecipanti hanno provato a cercare soluzioni gentili partendo da situazioni-tipo, tratte da dinamiche reali.
I contributi raccolti sono stati utilizzati per la stesura del Manifesto del Quartiere Accogliente.

E ora?
Questa è stata un’esperienza positiva che crediamo possa essere replicata in tutti i quartieri della città. Il processo attraverso il quale abbiamo realizzato il manifesto ha offerto alle persone l’occasione di soffermarsi a riflettere sul proprio atteggiamento e mettersi in discussione.
Ci ha permesso di raccogliere input utili per osservare le situazioni da punti di vista diversi e proporre atteggiamenti inclusivi e accoglienti per contrastare l’ostilità negli spazi pubblici.
Un processo quindi adatto a più contesti che potrebbe essere utile a migliorare la condivisione
degli spazi pubblici.








